Alopecia areata: cause, sintomi e opzioni terapeutiche

Come si manifesta questo disturbo, quali sono i fattori scatenanti
e le terapie attualmente disponibili?

ALOPECIA AREATA

ALOPECIA AREATA

L'alopecia areata è una comune forma di caduta dei capelli che interessa circa il 2% della popolazione mondiale, senza distinzioni di sesso né di razza. Esordisce tipicamente entro la prima o la seconda decade di vita, rappresentando una delle più frequenti cause di caduta dei capelli nei bambini.

È una patologia autoimmune cronica reversibile. Che cosa significa?

  1. Autoimmune: i capelli cadono per un "errore" del sistema immunitario, che improvvisamente li riconosce come estranei e tenta di eliminarli
  2. Cronica: ad oggi non esistono cure definitive per l'alopecia areata, che può quindi manifestarsi più volte nella vita
  3. Reversibile: l'alopecia areata NON distrugge le cellule staminali dei follicoli che, una volta cessato l'attacco del sistema immunitario, possono riprendere la loro attività generando nuovi capelli.

La forma più comune di alopecia areata è caratterizzata dalla comparsa, a livello del cuoio capelluto, di chiazze rotondeggianti completamente glabre; occasionalmente può evolvere in forme totali (quando tutti i capelli cadono) o universali (quando cadono tutti i capelli e tutti i peli, comprese ciglia e sopracciglia).
Alterazioni a carico delle unghie sono presenti in un terzo dei casi, con manifestazioni possibili molto varie, tra le quali la più frequente è il "pitting".

QUALI SONO LE CAUSE?

QUALI SONO LE CAUSE?

La predisposizione genetica è certamente un fattore fondamentale, dimostrato dall'alta frequenza di casi familiari (fino al 27%); in questo senso l'allele HLA-DQ3 sembrerebbe essere quello che definisce la suscettibilità generale all'alopecia areata, ma molti sono ancora i geni da identificare.

Il follicolo pilifero è un'area immunologicamente privilegiata (come l'occhio, il cervello e l'unità materno-placentare), che non è quindi in grado di attivare il sistema immunitario, in modo tale da garantire la sopravvivenza di queste strutture vitali ad una eventuale reazione infiammatoria. L'alopecia areata deriva dalla rottura di questo privilegio e come conseguenza il follicolo viene attaccato dai linfociti T, che inducono la caduta dei capelli.

L'associazione con altre forme autoimmuni è possibile, in particolare con la tiroidite autoimmune, con la celiachia e con la vitiligine; L'alopecia areata si manifesta più frequentemente anche nella Sindrome di Down, nella dermatite atopica e in chi ha bassi livelli di vitamina D.

Lo stress può influire negativamente sull'insorgenza dell'alopecia areata, verosimilmente per la capacità che lo stress ambientale o emotivo hanno nel perturbare l'equilibrio tra processi antiossidanti e ossidanti, a favore di questi ultimi, con aumento della produzione di radicali liberi, in grado di attivare la risposta immunitaria.

LA TERAPIA

LA TERAPIA

I corticosteroidi sono la prima scelta nel trattamento dell'alopecia areata in chiazze, per via topica, iniettiva o sistemica, a seconda dell'estensione del quadro clinico. L'immunoterapia topica utilizza un potente allergizzante (dibutil estere dell'acido squarico) che viene applicato con un cotton-fioc sulle chiazze in modo da creare una dermatite allergica da contatto, che "devia" la cellule del sistema immunitario dai follicoli verso la cute, permettendo ai capelli di ricrescere normalmente.
La terapia con immunosoppressori, in particolare con methotrexate, ha mostrato risultati incoraggianti per il trattamento delle forme di alopecia totale o universale, in particolare in associazione ai corticosteroidi orali.

Altri opzioni terapeutiche dell'Alopecia Areata sono la ciclosporina, le statine, i biologici, la fototerapia (PUVA), gli esteri dell'acido fumarico, il plasma ricco di piastrine e il minoxidil.

LE NUOVE TERAPIE IN CORSO DI STUDIO

LE NUOVE TERAPIE IN CORSO DI STUDIO

Le nuove scoperte sui meccanismi che portano all'attivazione non corretta del sistema immunitario (in particolare, l'attivazione dei linfociti T e delle cellule Natural Killer) hanno di pari passo aperto la strada a nuovi approcci terapeutici per il trattamento dell'Alopecia Areata. Attualmente sono in corso studi con la proteina di fusione CTLA4-Ig abatacept (blocca la co-stimolazione dei linfociti T), anticorpi monoclonali anti-IL15Rβ (blocca l'attivazione dei linfociti T) e gli inibitori JAK (blocca il segnale all'IL -15 recettore e quindi l'attivazione dei linfociti T), per valutare l'efficacia di questi farmaci a lungo termine e soprattutto la loro sicurezza.

IL MICROBIOTA DELLO SCALPO E L'ALOPECIA AREATA

IL MICROBIOTA DELLO SCALPO E L'ALOPECIA AREATA

Il cuoio capelluto è normalmente popolato da una grande quantità di microrganismi (batteri e funghi in particolare) che formano il così detto MICROBIOTA.
Il microbiota convive con la nostra pelle in uno stato di simbiosi che consente il corretto equilibrio ed il mantenimento dello stato di salute (eubiosi).
Un'alterazione dell'equilibrio del microbiota sul cuoio capelluto determina uno stato di disbiosi, che può provocare diversi sintomi, come prurito, infiammazione, aumento della produzione di sebo, desquamazione, perdita di capelli.
Recenti studi dimostrano che nei pazienti affetti da Alopecia Areata il P.acnes, un battere potenzialmente patogeno, aumenta molto in presenza di patologia; inoltre il rapporto tra S.epidermidis e S.aureus i inverte a favore di S.aureus, un microrganismo che vive normalmente sul cuoio capelluto anche dei soggetti sani, ma che può diventare "cattivo" se aumenta in maniera spropositata.
Il ripristino dell'equilibrio del microbiota del cuoio capelluto potrebbe essere un'arma terapeutica per il controllo dell'alopecia areata.
Per consultare gli studi scientifici ad oggi pubblicati su microbiota e alopecia areata, consulta questo link: clicca qui

Alopecia della barba:
può essere sintomi di alcune malattie? 

La maggior parte degli uomini che convivono con una malattia autoimmune
soffre anche di alopecia alla barba.
Si tratta di patologie come il morbo di Crohn, la psoriasi,
la dermatite atopica, la vitiligine e alcuni disturbi della tiroide.